Canyon DARK, ovvero come girare un thriller di nascosto al parco (facendo recitare anche un cane)

tutto è nato nel migliore dei modi: per gioco. Lo Staff della parte OUTdoor è rinomato per avere un’esuberanza che ti istiga a comprare (e utilizzare) taser da 26.000 volts, ma questa volta hanno superato loro stessi.

Hanno girato un film.

Ma non un filmetto da quattro soldi in economia, con telefonini e qualche GoPro. No. Hanno stuzzicato il talento di uno dei fotografi del team Outdoor Pix Photography , videomaker prestato alla fotografia, per creare una storia, fare casting , girare ore di riprese e non perdere nemmeno un minuto di lavoro.

A Canyon Park sono stati già girati film in passato e anche il reality di Channel4 “A Place in the Sun” con Ben Hillman , ma un capolavoro come quello che andiamo a descrivere … proprio no!

il titolo del corto

Alberto Fraccon, il regista, ha dato il meglio di sé, come un redivivo Stanley Kubrick ha fatto proprio il metodo Stanislavkij per far recitare nell’acqua gelida Michele, uno dei protagonisti, volare Melanie con stivali e tacco 12 su un fiume in piena con la teleferica da 130 metri e chiesto agli attori di recitare all’alba e al tramonto (in Aprile) per avere un’atmosfera DARK durante le riprese.

Tutto di nascosto dal Boss, nessuno ha mai visto un provino, un filmato. Niente. Sembrava che i ragazzi lavorassero all’Area 51 , zitti come mosche ma con strizzate d’occhio che ci facevano temere il peggio.

La Storia (no spoiler)

Tutto nasce dalla mania (di cui noi non abbiamo assolutamente colpa sia chiaro) di usare il logo come una tatuaggio. Una forma indelebile che infonde senso di appartenenza, uno stile, con molte declinazioni, ma sempre uno stile che ci accomuna. Anche i cassonetti del riciclaggio recano il logo con un certo orgoglio. Un delirio sfuggito di mano insomma.

I ragazzi e ragazze hanno quindi voluto dare forma al processo di Canyonparkizzazione che ci accomuna tutti, un rito iniziatico , un processo nemmeno troppo lento che ci rende tutti parte di un sentire comune. Sentire male ovviamente , ma pur sempre un sentire. Non raccontiamo il finale, ma il tema centrale è essenzialmente come si diventa Guida a Canyon Park.

Mel sulla teleferica
Michele , la Guida emersa

Alberto ha fatto un lavoro spettacolare, ha curato ogni minimo dettaglio mettendo (finalmente!!) a frutto gli studi di cinematografia che hanno sempre rappresentato la sua passione insieme alla musica. (Alberto è un personaggio eclettico e che tende a eccellere in tutto quello che fa). Al parco ha trovato, purtroppo per tutti noi, la sua musa: Michele.

I Protagonisti

Michele è infatti un improbabile incrocio tra un paracadutista dei corpi speciali Russi e Topo Gigio. Non sai mai se abbracciarlo o dartela a gambe levate per evitare schioppettate e questo lo rende un magnete per chiunque sia un fervido credente del metodo Stanislavkji, una sofisticata forma di tortura psicologica che ha assunto recentemente lo status di arte.

Melanie, detta Mel, è la tipica Inglesina che sembra una bambolina di porcellana bianca. E così ti frega, puntualmente. Ha la determinazione di un Pittbul affetto da fame chimica e spesso ci mette tutti in riga con un solo sguardo.

Homer non ha bisogno di presentazioni , mentre il resto degli attori ha partecipato attivamente alle riprese mettendoci ognuno parte della propria personalità e stile.

Il Corto

Il cortometraggio, qui disponibile nella versione 4K, dura 4 minuti e 20, comprese le scene di post-produzione che rendono bene l’idea della difficoltà delle riprese in acqua. Sono state usate mute in neoprene (in Aprile l’acqua è gelida) e parecchie aspirine.

Il video è stato visionato nella sua interezza dal Boss solo prima di essere caricato online. La leggenda narra che si sia attaccato al fiasco dalla contentezza e che il fiasco recasse comunque il logo Canyon Park.

Il cortometraggio è’ stato lanciato il 9 Agosto sulla pagina Facebook con un’interruzione delle attività al parco tipo inno nazionale e fatto vedere -dietro minaccia- ai visitatori che hanno tributato una standing ovation agli attori che erano davanti ai loro occhi in carne e ossa. Alcuni si sono rifiutati di essere accompagnati da Michele … Da oggi è presente sui canali Vimeo e Youtube del parco, ma non escludiamo una convocazione al Sundance Film Festival di Salt Lake City .

In 4 K!!!!

Al momento resta un mistero su come siano riusciti a far recitare Homer il Bulldog. Ma prima o poi lo scopriamo.

Forse …

Sito di Alberto Fraccon Photographer: www.albertofraccon.com

Video sulla pagina Facebook

Venezuela, il paradiso perduto

Non parleremo di Guaidò. E nemmeno di Maduro.

Ma più semplicemente di quello che vi sta nel mezzo: il Venezuela, un paese la cui bellezza meriterebbe essere la notizia di apertura di qualsiasi notiziario, senza bandiere e ideologie sullo sfondo.

Niente è ordinario in Venezuela, un paese che vive di estremi. Le montagne superano i 5.000 metri, il mare ogni immaginazione e tutto il resto è centinaia di chilometri di foreste o pianure senza alcuna interruzione. Vi si trovano le cascate più alte del mondo e ogni tanto tribù che non hanno mai incontrato la “civiltà”. Parchi nazionali grandi come il Belgio e spiagge ai piedi di montagne che tolgono il respiro.

Grande circa tre volte l’Italia il Venezuela vede derivare molto probabilmente il suo nome da “piccola Venezia” in quanto Amerigo Vespucci nel 1498, quando vi arrivò, trovò una forte somiglianza tra le palafitte del golfo di Maracaibo e gli edifici ben più pomposi della Serenissima.

Poi ci sono i venezolani. Un popolo che mantiene tuttora le differenze etniche declinate a livello sociale con gli europei (italiani, spagnoli e tedeschi in primis) e gli immancabili e operosi cinesi che si sono aggiunti agli amerindi e meticci.

Ma quello che rende unico questo paese è la diversità, le dimensioni e la potenza che trasmette un paesaggio che riesce a mantenere –nonostante le miniere e i pozzi petroliferi- un’atmosfera da paese di frontiera. Dove la natura ancora domina, ed è bene ricordarlo.

Gli stati Amazonas e Bolivar i più grandi e sul versante sud al confine con il Brasile ospitano degli ecosistemi unici. Dalle foreste pluviali alle sperdute distese di savana punteggiate dai Tepui, le montagne piatte che hanno sviluppato habitat nella parte superiore completamente distinti da quanto si trova alla base. Sir Arthur C. Doyle ha ambientato “il Paradiso Perduto” sul più maestoso di questi: il Roraima. Per arrivare al vertice (2.810 m) è necessario farsi accompagnare da un guida Pemòn o non sarà mai possibile trovale l’unico varco per scendere alla base.

Soffermarsi sul bordo di questo dirupo, con una vista sull’infinito, può valere una vita intera.

Il Roraima senza nuvole

La vista sulla savana toglie il fiato. Boschi fitti si intervallano con cumuli che scaricano la loro rabbia in distanza, uno qua e uno là con in mezzo il sole che arde. Le cascate sono impetuose, oppure talmente alte che non arrivano nemmeno a terra trasformandosi in un arcobaleno. I fiumi sono scuri, spesso minacciosi e la strada che attraversa il parco è solo una, la Troncal. Fuori da questa striscia d’asfalto cessa il dominio dell’uomo, fatta eccezione per i cercatori d’oro, spesso abusivi, che incontri in qualche bettola sperduta con l’aria di chi finalmente si sente al centro del mondo.

Tepuy Roraima, estado Bolivar- il trekking di avvicinamento è di 2/3 giorni
Gran Sabana – Estado Bolivar

In Venezuela niente è ordinario. Merida, incastonata tra vette della cordigliera andina tutte più alte del Monte Bianco, si vanta di avere uno dei climi migliori al mondo: “19C di temperatura media annua” recitavano i cartelli con un certo vezzo. La sera paille, il giorno maglietta, cosa c’è di meglio? Gli assembramenti di pentecostali con un megafono che annuncia l’apocalisse danno colore a questa città, base di partenza per le escursioni in quota con una funivia (la più alta del mondo) a piedi o anche con i muli.

Teleferico di Mukumbarì – Merida, Pico Espejo

Ogni angolo del paese ha la sua fetta di originalità. Los llanos, distese di terra e acquitrini dove tutto, proprio tutto, è determinato dal ciclo delle piogge, una versione molto umida dei cowboy americani per intenderci. Il mare con le isole iconiche di Los Roques o il più grande parco nazionale marino in Sud America, Mochima, 95.000 ettari color cobalto.  Anche la turistica e indaffarata Isla di Margarita riesce a regalare scorci che ti proiettano fuori da questo mondo e chissà quanti infiniti angoli non visitati meritano essere vissuti.

Los Llanos – un’estensione pari a quella dell’Italia
Los Roques

Ma tutto questo stride con la realtà di un paese piegato su sé stesso con un popolo allo stremo e che si trova al centro di un gioco più grande delle sue distese senza confini.

Il Venezuela è “altro” e, per un attimo, abbiamo voluto ricordarlo.

Sulla vetta del Roraima
In Venezuela si trovano le cascate più alte del mondo
Gran Sabana

Non essendo visitabile il paese dal punto di vista turistico non includiamo link di viaggio. Speriamo di farlo e presto e magari di tornare su quel dirupo.

Risvegliamo l’energia dentro di noi… Naturalmente !

Se tutto ciò che esiste è Energia, allora noi tutti siamo Energia, sostenuti da quella  “Forza Vitale Universale “ che consente la vita in ogni cosa, mantenendo un perfetto e costante equilibrio del Tutto. Questa forza non è  positiva o negativa,  è l’uso che ne facciamo che la rende tale.

L’Energia Vitale vibra in ogni cosa, animata o inanimata. È stata definita in modi diversi  secondo le diverse culture. Nella lingua cinese viene comunemente chiamata “Chi”, mentre nella cultura induista assume il nome di “Prana” ed è stata più recentemente studiata in Occidente come “Bioenergia”. Ciascun termine comprende metodi e tecniche che insegnano a riconoscere le forze interne che ci governano.

Questo tema è stato oggetto di profonde riflessioni fin dalle origini dell’umanità, ed oggi sta diventando sempre più attuale, data la necessità di riattivare le nostre Energie Vitali in un mondo che tende invece ad annullarle.

Ci troviamo in effetti a vivere in ambienti dove la nostra energia rimane bloccata e ci diventa assai difficile capire in che modo sprigionarla ed esprimerla. Come spiegato in un precedente articolo, i nostri attuali stili di vita hanno creato situazioni di stress dove la nostra energia, invece di espandersi, si riduce.

A Canyon Park siamo convinti che la Natura abbia il potere di risvegliare l’Energia sottile specifica in ciascuno di noi e per questo offriamo diversi modi per farlo attraverso le attività Out o In. Alcuni di noi hanno bisogno di adrenalina e si lanciano sulla teleferica della Zip-Line, altri preferiscono praticare Yoga nel Bosco per nutrirsi della pace e della calma della Foresta.

Il 23, 24 e 25 Agosto, proponiamo un fine settimana all’insegna del Qi Gong per esplorare la nostra Forza Vitale e svelarne i misteri. Molti dei concetti energetici che sono giunti fino a noi provengono da fonti Cinesi, in particolare dal Taoismo.

Infatti, da quello che sappiamo, i sistemi di classificazione della Forza Vitale che esistono oggi hanno avuto origine nella Medicina Tradizionale Cinese. Proprio per questo motivo abbiamo ritenuto fondamentale ospitare un evento dedicato interamente a questa disciplina ancestrale.

Una Masterclass e due giorni di workshop condotti dal bravissimo Bharú (Juan Martin Torchiaro), che ci arriva direttamente dall’Argentina per condividere con passione il proprio metodo Aknanda Healing Arts.

Bharú è istruttore qualificato a livello internazionale di Qigong, Gung Fu e Meditazione-Mindfulness. Inizia i suoi studi nell’adolescenza e negli anni successivi si diploma in Medicina Tradizionale Cinese, Shiatsu e Tecniche di Respirazione. Si forma in vari Paesi come la Cina, l’Indonesia e la Tailandia.

Lo scopo di Aknanda, nato dal suo ricco percorso esperienziale, è di ritrovare una vita equilibrata e sana sviluppando il pieno potenziale umano, la qualità della vita e la vitalità degli individui.

Il 23 Agosto, andremo a scoprire il Tai Chi Chuan, la modalità più riconosciuta di praticare Qigong. Si tratta di un metodo morbido che unisce movimenti fluidi ed armoniosi con una respirazione profonda. Rilassa il sistema nervoso e scioglie le tensioni muscolari. Questa meditazione in movimento favorisce l’equilibrio mentale e la pace interiore.

Il 24 e 25 Agosto saranno dedicati al workshop di Qi Gong sui 5 Animali, una potente pratica di Qigong, che mette in relazione i 5 elementi primordiali con 5 animali (Gru, Leopardo, Serpente, Tigre e Drago). Armonizza il funzionamento di ogni meridiano/organo associato all’elemento/animale. Un metodo che crea forza e flessibilità nella struttura corporea rinnovando l’energia del QI.  

Questi incontri sono adatti a tutti i livelli e a tutti coloro che desiderano liberare la propria Forza Vitale scoprendo alcuni dei suoi numerosi misteri !

Sfruttiamo le vacanze e la leggerezza di un’estate in natura per ripulire la nostra Energia, ricaricandoci per il resto dell’anno ! 

Per più info o prenotazioni : yoga@canyonpark.it / 351 862 8281 o 3938566305

Altri dettagli su questo evento qui

INmind, alla scoperta di una nuova connessione

Le rivoluzionarie innovazioni tecnologiche dell’ultimo secolo hanno cambiato radicalmente il nostro modo di vivere e di percepire la realtà introducendo nuove sfide e nuove problematiche.

L’accelerazione vertiginosa dei ritmi di vita accompagnata al mutamento incessante delle prospettive hanno messo a dura prova la nostra capacità di adattamento, suscitando paure, disorientamento, ansia.

Stress è la parola ricorrente per definire la “qualità “ della nostra vita in tutti I suoi ambiti: da quello privato, familiare a quello sociale, lavorativo.

Abbiamo bisogno di nuovi equilibri: con noi stessi, con gli altri, con ciò che ci circonda.

Anche noi di INMIND veniamo da questo tipo di background. Anche noi ci siamo trovati dentro a questo meccanismo che ci ha snaturati e allontanati da una condizione di felicità.

Per questo motivo abbiamo deciso di lasciare l’ambito lavorativo che conoscevamo e intraprendere un nuovo cammino, mettendo la nostra esperienza di marketing e comunicazione a servizio di un progetto diverso.

Così è nato il mondo INMIND e la decisione di “risvegliare” una Foresta

Abbiamo iniziato con un percorso di crescita personale e spirituale, consapevoli che la prima condizione naturale dell’essere umano è quella di essere Sano e Felice.

Senza rinnegare l’importanza della tecnologia nella vita quotidiana, abbiamo creato un’oasi dove sperimentare un nuovo tipo di connessione.

Nella Natura, la nostra coscienza si espande intuitivamente ed entra in contatto con tutto ciò che sta fuori e dentro di noi.

“Migliaia di persone stanche, nervose, appartenenti a una civiltà più che avanzata hanno cominciato a scoprire che andare in natura significa tornare a casa.

La natura selvaggia è una necessità”

John Muir

La Foresta di Canyon Park è un luogo dove il tempo si ferma, dove gli occhi si riposano nella contemplazione delle foglie accarezzate dal vento, insieme allo spettro di colori che inebriano. L’ampio ventaglio luminoso creato dalle infinite sfumature e tonalità stimolano l’intelletto e rilassano lo sguardo.

 Una volta entrati nel bosco la rete sparisce e dimenticare il cellulare diventa del tutto naturale.

La potenza della Natura ci fa sentire che la vera connessione avviene nella contemplazione del presente, nell’ascolto dei suoni e dei silenzi che essa ci offre.

Allo stesso modo le attività INMIND mirano ad amplificare questo rapporto con l’ambiente naturale, affinando i nostri organi di senso e risvegliando il nostro corpo come fonte di conoscenza.

Le pratiche olistiche per adulti, quali ad esempio lo Yoga, ricreano armonia ed equilibrio psicofisico, così come le tecniche di Naturefulness per bambini praticate nella Kids Forest portano calma e felicità nei più piccoli.

Risvegliando il legame con il mondo naturale, la vita si trasforma e si rigenera allontanandosi per un momento fondamentale dalla frenesia dei ritmi quotidiani.

Il cuore del progetto INMIND è quello di aiutare le persone a ritrovare il proprio personale “star bene” in un mondo profondamente mutato, invitandole a scoprire la forza di guarigione che la Natura possiede.

Vieni a sperimentare tutte le nostre attività per trascorrere un’estate pienamente connesso a te stesso ed alla Natura. Ti aspettiamo !

Per informazioni e prenotazioni:

www.inmindworld.it

www.kidsforest.it

Canyon Adventure, il fiume che non c’è (ma molto altro si)

Prendete un canyon spettacolare scavato pazientemente negli anni da un fiume impetuoso, togliete l’acqua e quello che appare è un luogo inaccessibile e surreale, un habitat unico e isolato dal resto del mondo.

Questo è il Canyon Adventure, una delle ultime e gettonatissime attività di Canyon Park.

Uno dei vari passaggi attrezzati del percorso

E’ stata una scoperta inaspettata pure per noi, un giorno ci siamo avventurati in questo canyon il cui corso è un affluente del fiume Lima (il fiume che ospita magnanimamente Canyon Park) risalendo con molte difficoltà gli scivoli naturali, budelli e cascate. E’ stato amore a prima vista.

Il letto del fiume, secco molti mesi all’anno per via di una diga che devia il corso del fiume e dei suoi affluenti, era però in stato di abbandono. Purtroppo era diventato una discarica, un luogo nel quale gettare di notte le testimonianze della nostra irresponsabilità: lavatrici, forni a microonde e batterie di camion. Presi dallo sconforto abbiamo deciso di ripulirlo e in diverse giornate, grazie alla squadra degli istruttori del parco e alle attrezzature che, per motivi professionali, fanno parte del nostro armamentario, abbiamo deciso di restituirlo al proprio stato naturale.

Un Land Rover, 12 persone, paranchi corde e reti. Ma soprattutto tanta fatica per portare fuori dal canyon ben due camion della locale azienda dei rifiuti che ha collaborato per la pulizia. Lo sconforto era palpabile i rifiuti, essenzialmente di vecchia data, testimoniavano anni di abbandono.

L’articolo del Tirreno sulle operazioni di pulizia

Il luogo è di una bellezza unica, come solo la natura inaccessibile può ricreare. Carcasse di caprioli e cinghiali giacevano nel canyon sospinti dai branchi di lupi, felci la cui grandezza non è riscontrabile altrove, branchi di caprioli che fanno capolino , tane di volpi e la presenza di falchi che di tanto in tanto sfrecciano tra e pareti. Alla fine della primavera fanno capolino piante dai colori e forme da togliere il fiato mentre uno spesso e soffice muschio tappezza gran parte delle pareti.

Dopo la pulizia sono state posizionate delle corde e passaggi in sicurezza temporanei e rimovibili per accedere al canyon e godere delle sue bellezze. Un antico ponte di età romanica attraversa il letto del fiume, vecchio testimone di antiche leggende e battaglie e in alcuni tratti il cielo azzurro scompare nascosto dalle pareti alte e scoscese.

Il Defender per l’avvicinamento al sentiero di entrata

L’escursione, della durata di due ore e mezzo è un mix di varie attività: off road di avvicinamento in Defender (il nostro gioiello di famiglia, la Canyon Mobile) trekking, passaggi in sicurezza tipo via ferrata e teleferiche , il tutto su corde rimosse a fine attività.

Con la nostra presenza sono cessate le attività di scarico, non ci resta che pulire l’alveo esclusivamente dai detriti delle occasionali piene: tronchi o carcasse di animali, la normalità insomma. Siamo consci che la Natura debba essere presidiata, con consapevolezza e senso di responsabilità. Lasciarla così com’è, se facilmente raggiungibile dall’uomo “qualunque”, magari su quattro ruote, difficilmente conduce a un lieto fine.

In piccola parte ci sentiamo responsabili di questo angolo di paradiso.

Il canyon al suo meglio

Kids Forest, un mondo solo per LORO

Da Giugno 2019, dopo una gestazione durata ben più dei classici nove mesi , è nata una nuova attività presso la Foresta di Canyon Park interamente dedicata a loro: i bambini.

La Kids Forest infatti è rivolta ai bambini della fascia di età sei-dieci anni , ovvero quel periodo nel quale la curiosità , il desiderio del nuovo e sopratutto un rapporto speciale con la Natura ancora non sono stati diluiti e annebbiati dal vivere quotidiano.

Photo by OutdoorPix Photography

L’obiettivo è duplice. Il primo e più importante, creare dei percorsi sensoriali ed esperienziali in un contesto magico: il bosco. Tutto è basato sui quattro elementi e la loro riscoperta, l’aria, il fuoco, l’acqua e la terra utilizzando esclusivamente installazioni naturali che suscitino la curiosità e il risveglio dei sensi. Due ore sotto la supervisione di educatrici che stimoleranno i bambini in un contesto di gioco e di scoperta.

Il secondo obiettivo è quello di permettere a famiglie con bambini di poter partecipare alle diverse attività di Canyon Park (OUTdoor e INmind) senza lo stress di doversi alternare o perfino rinunciare ad alcune attività, lasciando i piccoli in un ambiente creato specificamente per loro.

C’è un MA …

C’è un MA!

Alla Kids Forest c’è però un un’insidia che gli organizzatori non prendono sotto gamba. Non sono gli insetti, non sono gli animali del bosco ma una specie che appartiene alla larga famiglia dei mammiferi superiori: I GENITORI.

La Kids Forest vuole infatti essere un luogo di aggregazione e di libertà. Vedere mamme che rincorrono i propri figli con una crema protettiva 50 (dentro un bosco il rischio di insolazione ha le stesse probabilità di un JackPot in un bar) o assistere a genitori che li seguono come guardie del corpo senza auricolare può annullare lo spirito di apertura e condivisione. Gli sguardi si abbassano e il gioco finisce. Per questo motivo i genitori sono spesso incentivati a non presenziare le attività e a scatenare le proprie proiezioni e insicurezze sui platani della foresta un pò più in là.

Alla Kids Forest si accede dalla spiaggia di Canyon Park con un sentiero ben segnato, si attraversano due passerelle di legno con ruscelli gorgheggianti sempre costeggiando lo splendido torrente Lima.

I bambini vengono bendati per vivere i sensi in maniera differente

I percorsi e le esperienze sono stati studiati e realizzati dopo ricerche intraprese su migliori casi di successo in Nord Europa , aggiungendo il tocco magico di esperti del bosco e pedagogia. Tutte le installazioni sono rigorosamente naturali in linea con l’approccio a impatto zero che caratterizza le attività della Foresta di Canyon Park e di tutto il parco in genere.

Installazioni naturali della Kids Forest
Momenti di aggregazione

Speriamo solo che i platani non vengano ricoperti di crema solare protezione 50. Sarebbe davvero imbarazzante!

Per informazioni e prenotazioni:

www.kidsforest.it

info@kidsforest.it –  393 8566305

Psicobloc, il Deep Water Solo ha trovato casa

Tre parole che possono non voler dire niente ai più. Ma che proiettano i climbers in una nuova dimensione: l’acqua. Il fascino di questa disciplina infatti deriva dall’introduzione di un elemento estraneo all’arrampicata in tutte le sue forme. E a Canyon Park l’aqua è la protagonista assoluta.

Il 23 Giugno si è svolta la prima competizione in torrente in Italia in collaborazione tra Canyon Park e Versante Apuano, una collaborazione che promette molto per gli anni a venire nel mondo dell’arrampicata sportiva. Il primo evento, vissuto come vero e proprio test per un percorso con grandi ambizioni, svolto presso le suggestive Strette di Cocciglia, a Bagni di Lucca. Un canyon con rocce di calcare massiccio a strapiombo su un tratto di fiume alimentato da sorgenti subacquee decisamente fuori dal comune. Il luogo è stato scelto dalla RedBull come location per i tuffi in altezza di campioni come Alex De Rose ed è la casa di svariate attrazioni del mondo outdoor : immersioni, stand up paddleboard, aquatrekking e ovviamente la più famosa, il percorso aereo di Canyon Park.

Photo by Luca Famlonga by OutdoorPix Photography

Gli atleti sono giunti da tutta Italia, andando oltre le aspettative iniziali di una gara regionale con circa ottanta iscritti nella categoria Uomini e Donne. I blocchi, 16 vie in totale tra qualificazioni e finali, sono stati faticosamente tracciati da una squadra di rocciatori di Versante Apuano sotto la direzione di Andrea Gelfi e Raffaele Giannetti. I gradi spaziano da 6A a 7c+ suddivisi in differenti sezioni con top che arrivavano a un’altezza superiore ai 10 metri!

Sono stati predisposti gommoni, tavole sup , subacquei e la presenza dei soccorsi speciali della Croce Rossa Italiana con mezzi ad hoc. Sicuramente per la prossima edizione, vista la massiccia presenza di atleti, sarà potenziata la presenza di mezzi in acqua e la realizzazione di blocchi per il warm up.

Photo by David Bonaventuri – Huawei Lite20

La temperatura dell’acqua, costante a 12C sicuramente costituiva l’elemento tonificante degli atleti che spesso si cimentavano in tuffi all’altezza della scalata.

Photo by Luca Famlonga by OutdoorPix Photography

Risultati della 1a edizione di Psicobloc a Canyon Park 2019

Classifica maschile

  • 1° Edoardo Brezzi
  • 2° Simone Sarti; Filippo Lorena; Stefano Parzani; Nicolas Casalini

Classifica femminile

  • 1ª Elena Fenotti
  • 2ª Federica Curà
  • 3ª Annalisa Scasalini

Per lo Psicobloc a Canyon Park sono state coinvolte le seguenti palestre di arrampicata, a dimostrazione che il mondo del climbing si è mosso all’unisono per realizzare un evento di successo:

The Wall – Boulder Industry Santo Stefano Magra
Air Climbing Viareggio
Apuano Appeso Castelnuovo Garfagnana
ClimbO Pisa
Sottosopra Climbing House Pisa
Modigliani Climbing Center Livorno
Arrampicata LEGNO ROSSO Pistoia Pistoia
ROCK TIME Center Pistoia
Crazy Center Prato
AREA51 Climbing Center Firenze

Photo by David Bonaventuri – Huawei Lite20 – il vincitore cat Uomini

I blocchi saranno a disposizione dei climbers che vorranno cimentarsi in proprio presso le Strette di Cocciglia. L’arrampicata sarà LIBERA … MA… chiunque voglia cimentarsi è pregato di recarsi alla base del parco per avere istruzioni, indicazioni tecniche e soprattutto essere informati su come muoversi in base all’affluenza del giorno. Le vie sono state realizzate con fatica e passione per tutti, il rispetto di fondamentali regole di sicurezza e ospitalità e richiesto per permettere a tutti di operare in totale sicurezza. Saranno disponibili schede con gradi di difficoltà e ubicazione dei vari blocchi.

Photo by David Bonaventuri – Huawei Lite20

Un grazie particolare agli sponsor e istituzioni che hanno reso possibile l’evento: KONG, E9, Versante Sud, Sesto Grado, Climbing Radio , AICS CONI, Ember Holds.

Photo by Luca Famlonga by OutdoorPix Photography

Alla prossima edizione!!!!!!

Acqua, forza primordiale che regge l’esistenza e anima tutto il creato: alla scoperta di Odaka Yoga

L’Acqua ha una grande valenza esoterica: è la sorgente della vita, la matrice che sotto forma di liquido amniotico e delle acque primordiali preserva e da inizio alla vita.

Nelle antiche cosmogonie, l’Acqua, componente primordiale è un principio vitale inteso come mezzo della rigenerazione. Nella forma di pioggia rende fertile e feconda la terra: la goccia, infinitamente piccola, contiene l’infinitamente grande, come il seme contiene tutte le informazioni per dar seguito allo sviluppo della vita.

Canyon Park

L’Acqua è un elemento sottile, infatti sotto forma di vapore sale verso il cielo e si impregna delle energie astrali. Successivamente torna sotto forma di pioggia sulla Terra, fecondandola con le energie catturate nella dimensione sottile.

Yoga Forest di Canyon Park

La Terra trae giovamento, dalle informazioni ricevute dall’Acqua, per la sua continua evoluzione. Ne sappiamo qualcosa noi di Canyon Park….

Le acque cristalline del fiume Lima, sono la linfa ed il teatro delle nostre attività. Ci ipnotizzano ogni giorno, con i loro colori cangianti, con le loro trasparenze che penetrano la nostra anima, facendoci realizzare quanto la Natura abbia il potere di rigenerarci e d’ incantarci.

Yoga Forest di Canyon Park, la struttura galleggiante nel fiume

Per celebrare questo potere trasformativo , il 13 e 14 luglio  abbiamo l’immenso piacere di ospitare Charlotte Lazzari, che ci porterà ad esplorare una pratica, che nasce proprio dall’osservazione del moto delle onde dell’oceano: l’Odaka Yoga.

Odaka Yoga è uno stile innovativo, dove nel fondere il Bushido (la via del guerriero), lo zen e lo yoga, sono espressi fisicamente ed emozionalmente i principi di trasformazione, adattabilità e forza interiore.

I ritmi naturali del moto ondoso vengono riprodotti dal corpo durante la pratica, così da fargli acquisire la cedevolezza dell’acqua.

Biomeccanica e movimento fluido del Guerriero Odaka, aiutano a vivere centrati nel bel mezzo del caos.

Il sentiero della Yoga Forest con le passerelle sui ruscelli
Charlotte Lazzari , prima assistente Italiana dei corsi di formazione Odaka Yoga tenuti dai fondatori Francesca Cassia e Roberto Milletti

Charlotte Lazzari

Lavora come ballerina professionista per diverse compagnie italiane ed estere. Oggi è insegnante di OdakaYoga e OdakaYoga prenatal e prima assistente italiana dei corsi di formazione OdakaYoga tenuti dai fondatori Francesca Cassia e Roberto Milletti.

13 e 14 Luglio – Yoga Forest Canyon Park

Masterclass di Odaka Yoga con Charlotte Lazzeri

Per info e prenotazioni: yoga@canyonpark.it – 393 8566305

Canyon Park Airlines. Quando pensi di averle viste tutte ma ti sei sopravvalutato

In verità speravamo in una partenza “con il botto”, ma in senso metaforico. Un botto di un tappo di Prosecco che esulta, prime pagine strillanti dei giornali o, nei dormiveglia più osé di un sabato mattina l’apparizione improvvisa di una folla osannante.  Insomma, quello che ogni attività sogna il giorno della propria inaugurazione: un VIA sopra le righe.

Invece prima ancora del taglio del nastro, abbiamo assistito a un botto di quelli che lascia la mascella penzoloni sul dorso delle scarpe. Abbiamo infatti pensato di chiudere la baracca prima ancora di iniziare.
Roba da Guinness dei Primati.

31 luglio 2015, tutto era pronto. Tre sindaci della vallata, un Consigliere Regionale, due giornali nazionali, una TV, fotografi  in tenuta da combattimento e una schiera di autorità – con e senza portafoglio- pronti a tagliare il nastro di Canyon Park, un delirio di alcuni visionari diventato – tutt’ora senza spiegazione- realtà.

Il caso ha voluto infatti che un curioso di passaggio, decisamente sovrappeso e con evidenti problemi di deambulazione, volesse andare a fare l’incursore sul sentiero comunale di accesso al percorso, barcollare, perdere l’equilibrio e fratturarsi il malleolo PRIMA dell’inaugurazione. Il malcapitato è rotolato come una palla di neve sopra i pungitopo, pover’omo, fino allo stop decretato da un tronco d’acacia molto previdente.

La sirena dell’ambulanza ha riecheggiato nella valle. Con l’assessore alla Protezione Civile che steccava il malcapitato e, soprattutto, la sfilata in pompa magna della barella trainata faticosamente da ben quattro persone sull’antico Ponte Nero in mezzo a TV, autorità e giornali.

I flash si sprecavano.

Sembra anche che il novello avventuriero abbia chiesto, in mezzo al fogliame: <<Siete assicurati???>> con nonchalance, come se bevesse un chinotto al bar.

Se volevamo le prime pagine dei giornali gli elementi iniziavano a esserci tutti.

Ma con lo svanire della sirena in lontananza lo stesso regista occulto della “partenza con il botto”, inspiegabilmente,  ha ripreso in mano il copione giusto e dato vita allo spettacolo.

Qualcuno ha detto che il principale artefice del nostro destino siamo noi stessi. Vero.
Ma noi crediamo che questa sia una versione minimalista, uno slogan new age per darci fiducia nei venerdì neri quando il nostro personalissimo titolo cola a picco. Le cose vanno oltre noi, la ricetta include NOI … ma anche chi ti è vicino, gli amici, la famiglia, la nostra storia e –soprattutto- una innegabile dose di culo.

Sintetizzando Canyon Park è nato grazie a noi, famiglie, amici, professionalità e tanto, tanto culo.

Da quel momento abbiamo visto cose che voi umani … E’ passato di tutto a Canyon Park, vediamo alcuni casi tipici.

Gli svampiti.   Sono quelli che capitano per caso sul sito e guardano le foto -solo quelle- senza capire di cosa si tratti. Inviano 73 (settantatré/00) mail e poi in un momento di coraggio chiamano. Una volta a una signora con voce titubante abbiamo descritto il percorso aereo del parco. Dopo alcuni secondi di silenzio dall’altra parte della linea è partito il colpo mortale: << … ma … l’aereo lo guidate voi veroooo???>>

Momento di silenzio, abbiamo dato uno sguardo inebetito al canyon, all’acqua sottostante, ai cavi per ritrovare l’equilibrio. E abbiamo optato per non deludere l’interlocutore <<tranquilla signora, pilotiamo tutto noi>>. La Guida di fianco si è buttata dal ponte dalle risate.

Gli Inglesi. Sembrano nati per questo tipo di attività. Arrivano con i sandali ,vestiti da Polo e pelle rigorosamente marmorea ma effettuano il percorso come delle guide provette. Una volta un gruppo di adolescenti ha messo a dura prova i calcoli strutturali del ponte nepalese con 6 ragazzi in crisi ormonale che facevano a gara –dondolando- a chi restava in piedi.  Un Inglese su un percorso acrobatico è la prova vivente che Darwin aveva il passaporto britannico. Però, se sopravvive, un inglese non scrive una recensione TripAdvisor, no, scrive un libro a capitoli.

Le donne. Sono loro che nella maggior parte dei casi effettuano le prenotazioni. Il 70% delle interazioni sulla pagina Facebook è a opera di donne della fascia 21-45 anni. Sono loro le avventuriere, il sesso forte, quelle con la curiosità della scoperta. Spesso trascinano il compagno svogliato in questa avventura con l’entusiasmo di un cane davanti alla vasca da bagno. Un addio al nubilato ha impiegato 4 ore e trenta a fare il percorso, un volo Roma-Dubai per intenderci (ovviamente pilotiamo sempre noi).

I Russi. Loro non sono visitatori, sono membri dei corpi di elite dell’Armata Rossa. Mai sotto i 130 kg (se uomini) mai struccate e démodé (se donne) affrontano il percorso aereo come se non ci fosse un domani. Un giorno si presenta il classico russo con badante, moglie e 6 figli. In totale un paio di tonnellate di umanità. Chiede il prezzo, decide lui il prezzo e allunga la mano in modo sbrigativo con i soldi come a un suk di Tangeri. Restiamo interdetti e lo prende come in si. Alla fine del percorso era talmente contento che dice testuale <<l’economia adesso non gira in Russia. Se era un anno fa ti avrei dato 1.500€.>>

Facendo i conti sono quasi 1€ al kg. “torni quando l’economia gira” abbiamo pensato

Il Gestore . Dopo soli due mesi di attività il gestore di Canyon Park ha iniziato a pensare di sottoporsi a un intervento di plastica facciale presso un noto chirurgo brasiliano. Infatti tutte le donne, senza esclusione alcuna, alla vista del gestore avevano una sola domanda “scusa, avete un bagno?. Per la propria autostima non è che sia il massimo.

I bambini . Sono l’essenza dell’essere umano allo stato puro. Non hanno paura, sono curiosi ed entusiasti. In pratica sono la rappresentazione plastica di quello che vorremmo essere noi adulti, persone dotate del più grande dei super-poteri: l’entusiasmo. Uno dei nostri tre figli, la gemella #2, ha già deciso che in futuro sarà chirurgo, veterinario o Guida Canyon Park (lasciamo a voi intendere il dilemma morale di genitore). Gli altri due fanno il percorso solo sotto ricatto (o dietro lauta ricompensa).

Lo staff OUTdoor. E’ come gestire un branco di leoni sotto cortisone dentro la gabbia di un circo. Sempre con lo sgabello in mano perché come ti giri zaaac ti fregano. Un’esuberanza con casco e i moschettoni, ne combinano una più del demonio, sempre imprevedibili e di buon umore macchinano costantemente qualcosa di perfido. Attualmente stanno girando un video con i fotografi di OutdoorPix andando al parco in orari impensabili con controfigure e attori. Pare che uno di loro sia stato 2 ore in acqua con delle zavorre per girare una scena. Non osiamo pensare al risultato…

La Mascotte. Homer non ha bisogno di presentazioni. A volte mettiamo un walkie talkie alla sua pettorina e lo sguinzagliamo in mezzo ai visitatori chiedendo per radio <<mi dai un panino??>>  Non camminava più per il peso acquisito e abbiamo smesso.

Homer cerca ancora la radio.

Il più giovane aveva 8 anni. Non poteva entrare ma il padre (inglese ovvio) ha bluffato e lo ha ammesso su TripAdvisor in una recensione. Il ragazzino ha fatto il percorso due volte di seguito per la gioia (sua, non del padre). Il più anziano, 83 anni. Si chiama Romano ed è un super-eroe con i capelli bianchi. Attualmente pratica Canyoning ad altissimo livello e roller-blade. Sta già pensando all’attività per i prossimi anni per riempire i rari momenti di vuoto.
Una persona ha perfino chiesto a una Guida se poteva (la Guida, non lui) andare alla base a prendere delle pizzette. Un gruppo di cinesi ha preso un walkie talkie alla base e iniziato ad argomentare vivacemente in Mandarino (accento del Sichuan) con le Guide disperate perché pensavano fosse stato  fumato qualcosa di strano alla base.

E … il resto lo raccontiamo più avanti. Se sopravviviamo a tutto questo ovviamente.

Ps. Per la plastica facciale abbiamo pensato di farci tatuare sulla fronte “in fondo a sinistra”. Magari risparmiamo tempo …

Healing Forest, o come il movimento nella Natura guarisce

La Foresta di Canyon Park viene spesso chiamata Healing Forest, proprio perchè lo scopo di questo luogo è di accogliere le persone in modo che possano sperimentare pienamente i benefici che la Natura ci offre.

Essere all’interno di un bosco può essere per ognuno di noi un momento di libertà, di riconnessione con sé,  di condivisione o di scoperta… Tanti elementi che partecipano fortemente al miglioramento della salute psicofisica.

In effetti, trascorrere tempo in Foresta migliora drasticamente la nostra salute; come dimostra il Forest Bathing, all’interno del bosco inizia una purificazione e un rinnovamento delle proprie forze vitali, una riduzione dell’ormone dello stress, con conseguente relax e impatti positivi sulla pressione sanguigna. Il corpo umano dunque tra gli alberi si rigenera e rinvigorisce.

Salute mentale e corporea sono strettamente intrecciate e l’importanza del movimento ed esercizio fisico nel mantenere uno stato di benessere completo.

Il movimento del corpo si può esprimere attraverso tanti mezzi; Nella “Healing Forest” di Canyon Park, lo Yoga rappresenta uno strumento fondamentale per entrare in contatto con le nostre parte fisiche, in interazione con il mentale. Ma esistono altri modi di stimolare l’energia corporea; la danza è sicuramente uno dei più potenti.

La Danza dei 5 ritmi® è una pratica di movimento ed un’arte basata sul principio secondo cui mettendo il corpo in movimento la psiche può guarirsi.  È la madre di tutte le pratiche di Danza Consapevole che stanno fiorendo oggi in Italia e che sono affermate da anni all’estero.

La mappa dei 5 Ritmi (Fluire, Staccato, Caos, Lirico e Quiete) rappresentano degli stati d’animo. Sono tracce che ci possono condurre ovunque ci vogliamo avventurare. Rivolto all’interno o all’esterno, avanti o indietro, ci riconducono a un vero sé: istintivo e selvaggio.

Creati da Gabrielle Roth, questa è una pratica aperta a tutti: uomini e donne, qualunque sia la loro storia, che danzino tutti i giorni o che abbiano ballato solo nella loro fantasia. I ritmi vengono vissuti e danzati in maniera assolutamente personale in base all’ascolto del corpo.

La Foresta di Canyon Park è felicissima di ospitare eccezionalmente il 15 Giugno un workshop sui 5 ritmi® condotto da Alessia Lecioni.

Alessia scopre la danza nel 2012 e da allora si dedica ad essa, viaggiando, studiando e organizzando giornate con insegnanti di Livello internazionale. Conduce serate Sweat e classi di pratica con autenticità e passione. La danza è il suo strumento di ricerca, la sua casa e il suo viaggio.

Della sua disciplina, Alessia ama parlare in queste parole :

“La potenza della Danza risiede nella creazione di uno spazio sacro per chi fa della propria vita una ricerca continua, affascinante e liberatoria.”

Seguici qui per prenotazioni e più info sul workshop Dancing Forest il 15 Giugno presso la Foresta di Canyon Park.

Inizia la stagione del SUP Yoga, lasciamo il quotidiano a terra…

Il 1 Giugno alla Yoga Forest si completa l’offerta di attività Canyon Park con il SUP Yoga ! Una pratica insolita che merita di essere riconosciuta per i suoi numerosi benefici. Cos’è esattamente il SUP Yoga ? Ed innanzitutto, bisogna avere esperienze per poter praticare ?

Assolutamente no, è adatto a tutti, ed è anche per quello che ci piace tanto ! Il SUP Yoga è una pratica sviluppata recentemente ma che combina due discipline ancestrali; il surf e lo yoga. Il SUP, acronimo di Stand Up Paddle, è una variante della tavola da surf e il suo concetto è di stare in piedi su una tavola spostandosi remando con una pagaia.

Praticato da innumerevoli generazioni dai popoli polinesiani, il surf è un incontro armonioso e profondo tra l’uomo e il mare dove il senso di equilibrio (e di auto-derisione) hanno tanto a che fare ! In effetti, cadere fa parte del processo e non bisogna averne paura.

Questo simbolo riguarda tutti noi, perché è quello di cercare costantemente equilibrio lungo la strada che ci siamo scelti. Ed è anche un concetto pilastro nell’universo dello Yoga.

Il termine Yoga e la sua definizione come li conosciamo sono frutti di una serie di trasformazioni culturali e mutazione del tempo. Ci è arrivato dall’antico cuore dell’India ed è stato classificato nel libro “Yogasutra” redatto da Patanjali (circa I secolo A.C e V secolo A.D). Questo volume rappresenta la concettualizzazione della filosofia yogica, tradotto più generalmente oggi attraverso la parole Yoga.

Cullati dal fiume

I benefici della pratica dello Yoga sono numerosi e ormai più che riconosciuti attraverso il mondo ed anche dal campo scientifico. Lo Yoga incrementa la capacità polmonare e rinforza il sistemo immunitario grazie all’importanza primordiale della respirazione nelle posizioni. Favorisce l’ossigenazione dei tessuti e partecipa fortemente alla disintossicazione dell’organismo che è sempre di più messo alla prova dai nostri stili di viti moderni.

Negli ultimi anni, la popolarità del SUP Yoga è cresciuta in maniera esponenziale, e capiamo perché; combina l’emozione del Paddle Board con i movimenti studiati e rilassanti dello Yoga.

Tavole SUP a Canyon Park

La tavola da SUP dove pratichiamo Yoga è più larga e stabile rispetto ad una tavola da surf normale. In questo senso permette una grande comodità di movimento e trovare l’equilibrio si rivela molto più facile di quello che ci immaginiamo.

Inoltre, non si tratta di realizzare le posizioni più complesse ed avanzate. Lo scopo dello SUP Yoga è altro; è animato da un concetto che ci è molto caro a Canyon Park; vivere la natura intorno e dentro di noi come la più meravigliosa delle evasioni !

In un angolo riservato davanti alla Yoga Forest, 8 tavole sono attaccate insieme alla struttura centrale dove si trova l’insegnante, formando una margherita galleggiante sulle acque della Lima. L’acqua è l’elemento che porta via, ripulendo corpo ed anima. Questo ambito, accompagnato dai suoni delle foglie e i colori del fiume verde-blù, amplifica profondamente l’effetto stesso della pratica.

La “Margherita” vista dall’alto

Per gli yogi sperimentati o per chi non abbia mai praticato in vita sua, SUP Yoga è un’esperienza eccezionale che permette di esplorare le nostre parte fisiche e mentali in modo alternativo. Seguici qui per prenotare una sessione SUP Yoga presso la Yoga Forest di Canyon Park !

Una iniziativa INmind