Venezuela, il paradiso perduto

Non parleremo di Guaidò. E nemmeno di Maduro.

Ma più semplicemente di quello che vi sta nel mezzo: il Venezuela, un paese la cui bellezza meriterebbe essere la notizia di apertura di qualsiasi notiziario, senza bandiere e ideologie sullo sfondo.

Niente è ordinario in Venezuela, un paese che vive di estremi. Le montagne superano i 5.000 metri, il mare ogni immaginazione e tutto il resto è centinaia di chilometri di foreste o pianure senza alcuna interruzione. Vi si trovano le cascate più alte del mondo e ogni tanto tribù che non hanno mai incontrato la “civiltà”. Parchi nazionali grandi come il Belgio e spiagge ai piedi di montagne che tolgono il respiro.

Grande circa tre volte l’Italia il Venezuela vede derivare molto probabilmente il suo nome da “piccola Venezia” in quanto Amerigo Vespucci nel 1498, quando vi arrivò, trovò una forte somiglianza tra le palafitte del golfo di Maracaibo e gli edifici ben più pomposi della Serenissima.

Poi ci sono i venezolani. Un popolo che mantiene tuttora le differenze etniche declinate a livello sociale con gli europei (italiani, spagnoli e tedeschi in primis) e gli immancabili e operosi cinesi che si sono aggiunti agli amerindi e meticci.

Ma quello che rende unico questo paese è la diversità, le dimensioni e la potenza che trasmette un paesaggio che riesce a mantenere –nonostante le miniere e i pozzi petroliferi- un’atmosfera da paese di frontiera. Dove la natura ancora domina, ed è bene ricordarlo.

Gli stati Amazonas e Bolivar i più grandi e sul versante sud al confine con il Brasile ospitano degli ecosistemi unici. Dalle foreste pluviali alle sperdute distese di savana punteggiate dai Tepui, le montagne piatte che hanno sviluppato habitat nella parte superiore completamente distinti da quanto si trova alla base. Sir Arthur C. Doyle ha ambientato “il Paradiso Perduto” sul più maestoso di questi: il Roraima. Per arrivare al vertice (2.810 m) è necessario farsi accompagnare da un guida Pemòn o non sarà mai possibile trovale l’unico varco per scendere alla base.

Soffermarsi sul bordo di questo dirupo, con una vista sull’infinito, può valere una vita intera.

Il Roraima senza nuvole

La vista sulla savana toglie il fiato. Boschi fitti si intervallano con cumuli che scaricano la loro rabbia in distanza, uno qua e uno là con in mezzo il sole che arde. Le cascate sono impetuose, oppure talmente alte che non arrivano nemmeno a terra trasformandosi in un arcobaleno. I fiumi sono scuri, spesso minacciosi e la strada che attraversa il parco è solo una, la Troncal. Fuori da questa striscia d’asfalto cessa il dominio dell’uomo, fatta eccezione per i cercatori d’oro, spesso abusivi, che incontri in qualche bettola sperduta con l’aria di chi finalmente si sente al centro del mondo.

Tepuy Roraima, estado Bolivar- il trekking di avvicinamento è di 2/3 giorni
Gran Sabana – Estado Bolivar

In Venezuela niente è ordinario. Merida, incastonata tra vette della cordigliera andina tutte più alte del Monte Bianco, si vanta di avere uno dei climi migliori al mondo: “19C di temperatura media annua” recitavano i cartelli con un certo vezzo. La sera paille, il giorno maglietta, cosa c’è di meglio? Gli assembramenti di pentecostali con un megafono che annuncia l’apocalisse danno colore a questa città, base di partenza per le escursioni in quota con una funivia (la più alta del mondo) a piedi o anche con i muli.

Teleferico di Mukumbarì – Merida, Pico Espejo

Ogni angolo del paese ha la sua fetta di originalità. Los llanos, distese di terra e acquitrini dove tutto, proprio tutto, è determinato dal ciclo delle piogge, una versione molto umida dei cowboy americani per intenderci. Il mare con le isole iconiche di Los Roques o il più grande parco nazionale marino in Sud America, Mochima, 95.000 ettari color cobalto.  Anche la turistica e indaffarata Isla di Margarita riesce a regalare scorci che ti proiettano fuori da questo mondo e chissà quanti infiniti angoli non visitati meritano essere vissuti.

Los Llanos – un’estensione pari a quella dell’Italia
Los Roques

Ma tutto questo stride con la realtà di un paese piegato su sé stesso con un popolo allo stremo e che si trova al centro di un gioco più grande delle sue distese senza confini.

Il Venezuela è “altro” e, per un attimo, abbiamo voluto ricordarlo.

Sulla vetta del Roraima
In Venezuela si trovano le cascate più alte del mondo
Gran Sabana

Non essendo visitabile il paese dal punto di vista turistico non includiamo link di viaggio. Speriamo di farlo e presto e magari di tornare su quel dirupo.

Val di Lima, la Valle dell’Outdoor … ma non solo

Photo by David Bonaventuri Photographer

Una valle con una storia antica che si sviluppa idealmente dal Ponte del Diavolo (o della Maddalena dipende dall’umore) di Borgo a Mozzano fino all’Abetone. Ma anche un territorio antico che sta ritrovando una vocazione nel turismo “verde” e sportivo che sa apprezzare una natura rimasta selvaggia e genuina. Questa è la Val di Lima la valle dell’Outdoor , ma non solo.

Dimenticata dallo sviluppo industriale sfrenato e dall’edilizia senza pudore, la Val di Lima è riuscita infatti a mantenere un ambiente montano e rurale decisamente incontaminato. Solo l’industria delle figurine e degli accessori da mobilio hanno conferito una valenza commerciale poi caduta nell’oblio con la globalizzazione. Per il resto attività che comportano tanto sudore e sacrificio in un territorio che ha impostato per anni la sua economia su ciò che la natura dona come il castagno e il legname. Con un fiume che ha assunto il ruolo di collante tra genti e paesi: il Lima.

Riserva Naturale dell’Orrido di Botri – Photo by David Bonaventuri Photographer

Ma negli ultimi anni è iniziato uno sviluppo fortemente improntato al turismo-avventura e all’eco-turismo , una tendenza in forte crescita a livello internazionale che ha trovato in questa valle il proprio eldorado. Sono ben più di 20 infatti le attività che si possono praticare in valle e in ogni stagione: dallo sci dell’Abetone e Doganaccia alle tantissime attività presenti nella zona centrale della Valle presso Bagni di Lucca. Rafting, Parapendio , Canyoning , E-Bike ma anche Quad, Off Road e ovviamente Canyon Park con le sua attività OUTdoor e Yoga. Presso l’Abetone e la Doganaccia sono presenti anche percorsi di Downhill e molto praticato è il kayak sul fiume Lima, un torrente spettacolare per la sua acqua cristallina e ricca di rapide.

Rafting – Photo by David Bonaventuri Photographer
Botri – Photo by David Bonaventuri Photographer

Moltissime sono le escursioni naturalistiche presso Botri o i vari rifugi sparsi in valle, ma anche percorsi con rilevanza storica dalla Linea Gotica a Borgo a Mozzano ai Castagneti Monumentali della Valle dello Scesta. Tra i monumenti spiccano la Pieve di San Cassiano e le antiche terme , note già ai romani considerate tra le migliori acque termali a livello continentale. Le attività termali e una storica gestione del primo casinò d’Europa, hanno reso famosa Bagni di Lucca tra i nobili e artisti dell’Europa accreditando la Val di Lima come culla della cultura internazionale (nello specifico francese, tedesca e inglese). Frankenstein è stato scritto nei primi dell’800 da M. Shelley proprio qui!

La posizione della Val di Lima la rende raggiungibile entro 90 minuti da tantissime località Toscane , della Liguria e dell’Emilia rendendola una destinazione ottimale per escursioni in giornata. Qualora si volesse soggiornare per periodi più lunghi una vasta scelta di soluzioni sono disponibili e le trattorie locali offrono ricette tradizionali a base di funghi e trote.

Insomma , sembra proprio che la valle abbia finalmente trovato una propria vocazione! Info: www.valdilima.org

val di Lima
Val di Lima in autunno – Photo by David Bonaventuri Photographer

Psicobloc a Canyon Park

Il nome ricorda un farmaco antidepressivo ma trae in inganno. Effettivamente combatte lo stress , ma è il nome che ormai ha preso una specialità di arrampicata che sta prendendo sempre più piede: il Deep Water Solo, la nuova frontiera dell’arrampicata sportiva.

Deep Water Solo
Deep Water Solo al mare

Conosciuto anche come DWS, è una forma di arrampicata libera solitaria senza assicurazione che si pratica sulle scogliere, dove l’unica protezione è data dalla presenza dell’acqua alla base della parete. Come per il free solo l’attrezzatura è ridotta al minimo indispensabile, scarpette da arrampicata e magnesite .

Insieme a Versante Apuano Canyon Park ha il privilegio di organizzare una giornata speciale per il mondo del climbing in collaborazione con le principali palestre di arrampicata della regione e di Sarzana: il primo Psicobloc a Canyon Park – un contest di questa disciplina sportiva- categoria Uomini e Donne nello spettacolare canyon che ospita il parco. Enorme è stato l’interesse suscitato nell’ambiente, con l’ausilio di sponsor importanti del settore come Kong e E9. Le iscrizioni prevedono un numero massimo di 100 partecipanti.

DWS a Canyon Park

La gara prevede fasi di eliminazione su più blocchi appositamente studiati. Siamo certi che gli atleti eviteranno il più possibile eventuali cadute visto che l’acqua è ben 12C (un metro sotto arriva a 8C!) in quanto essenzialmente sorgiva. Infatti il canyon è stato scavato in milioni di anni attraverso una faglia di calcare massiccio che dal punto di vista dell’arrampicata è un vero e proprio paradiso. E’ previsto un kit gara che include anche la tessera dell’AICS che patrocina l’evento. Saranno presenti sommozzatori e messi a disposizione gommoni per il trasporto degli atleti nel canyon.

Le palestre che contribuiscono all’evento raccogliendo le adesioni sono:

THE WALL Santo Stefano Magra
AIR CLIMBING Viareggio
APUANO APPESO Castelnuovo Garfagnana
CLIMBO Pisa
SOTTOSOPRA Pisa
MODIGLIANI Livorno
LEGNOROSSO Pistoia
ROCK TIME CENTER Pistoia
CRAZY CENTER Prato
AREA51 Firenze

I premi in palio saranno forniti da aziende di primaria importanza a livello internazionale del mondo del climbing. Canyon Park schiererà anche un proprio team visto che tra i propri istruttori molti hanno in testa una sola cosa : arrampicare!

Pranayama e Sblindo Raz protagonisti alla Yoga Forest

In occasione dei workshop che avranno luogo in Aprile nella Yoga Forest, l’area dedicata alle sessioni Yoga e discipline olistiche presso la Foresta di Canyon Park, parliamo di Pranayama e Sblindo Raz, l’insegnante ospite per la tre giorni nei nostri boschi!

Innanzitutto, una domanda che tutti ti faranno, Angelo: perché Sblindo Raz?

In realtà non c’è un gran motivo sotto … anni fa quando feci la prima mail cercai un nome diverso da quello personale. Chiesi a un amico: ”ma che nome metto?” E lui: ”e che ne sò metti …il coso, il come si chiama, il sbarabauz, il trincis, insomma una di quelle parole che dici quando non ti ricordi la parola giusta…lo Sblindo!! Ecco suona bene!!”. Raz invece è un po’ l’ abbreviazione del mio vero cognome.

Sblindo Raz presso la Yoga Forest

Quando ti sei avvicinato per la prima volta alle tecniche di Pranayama?

La mia storia come praticante yoga è un po’ atipica … di solito ci si avvicina alla pratica con gli Asana e poi successivamente si studiano le tecniche di pranayama. Per me è stato il contrario… Frequentando un corso presso la Apnea Academy di Pelizzari ho iniziato a studiare le tecniche di pranayama. Gli apneisti sono molto preparati in questo campo e abbinano intelligentemente le conoscenze Yogiche con gli studi sul comportamento dell uomo sott’acqua.

A oggi vado sott’acqua raramente ma continuo a studiare il pranayama nella mia pratica quotidiana. Gli Asana senza  l’ausilio del pranayama…sono solo ginnastica, respirare correttamente durante la pratica “fisica” che sia statica o dinamica è un Pranayama fondamentale!

Che cos’è il Pranayama?

È il quarto ramo dell’ “albero”dell’Ashtanga Yoga di Patañjali. Potremo a grandi linee definirlo come “la tecnologia per lo studio è il controllo volontario del prana “.

Chiamarlo “tecniche di respirazione “ è sbagliato! Ad esempio quelle le fanno anche in camera iperbarica e nei reparti di otorinolaringoiatria … ma non stanno facendo pranayama! Il pranayama mi piace spesso ricordare agli studenti …non a caso è a metà strada nel “albero”dello yoga tra i rami fisici (yama, niyama, asana) e quelli sottili (, pratyahara, dharana, dhyana e samadhi).

I rami sottili non si possono praticare…ma “accadono” se pratichi quelli precedenti! Come dire se pratichi con impegno Yama, niyama, asana, pranayama…magari iniziano ad accadere anche gli altri…

Come funziona e su quali aspetti incide?

Essendo una “tecnologia “ va prima di tutto studiata! Ma questo non basta. Vyasa diceva: ”solo con lo yoga si capisce lo yoga” Quindi il pranayama va sopratutto praticato con costanza e abbinato agli altri aspetti del percorso yogico.

Si inizia con semplici esercizi per sensibilizzare l’uso del respiro nelle fasi di inspiro ed espiro…per poi arrivare anche a esercizi complessi fatti in apnea (kumbaka) con delle sovrapressioni energetiche indotte da particolari attivazioni muscolari interne.

E’ adatto anche chi non l’ha mai praticato?

Assolutamente si! ”chi può respirare può praticare yoga” così diceva T.K.V.Desikachar! Anzi ti dirò di più il Pranayama è praticabile da subito anche in chi ha gravi problematiche fisiche di mobilità , temporanee o permanenti.

Riprendere contatto e sensibilizzare volontariamente il respiro vuol dire tornare nella nostra intimità, vuol dire trovare un rifugio di pace e tranquillità dove rallentare e rigenerarsi. Vuol dire concentrarsi sul momento presente, sul “qui e ora”, vuol dire praticare ciò che ti chiede appunto lo yoga :”la presenza in questo preciso istante”.

Oggi viviamo a 1000…siamo tutti 2.0 anzi conosco persone che sono ormai 6.0!

Nel mentre che si lava i denti alcune persone riescono a fare la lavatrice e il letto, mandare 3 mail e giocare con il figlio!! Ma in realtà sta facendo “male” ogni singola azione.

Prendiamoci 10 minuti ogni tanto…fermiamoci…respiriamo o osserviamoci mentre lo facciamo. Questo è il primo Pranayama!

Non servono libri, insegnanti, centri ecc, serviamo noi e basta!,

Perché fare Pranayama?

Perché come ho detto prima gli asana senza Pranayama sono solo ginnastica!

Per un praticante yogico e’ fondamentale studiare e approfondire l’uso del respiro durante l esecuzione degli asana come primo passo e poi successivamente iniziare delle specifiche pratiche di Pranayama.Le due cose possono tranquillamente convivere all’interno della stessa pratica…ad esempio sarebbe un ottima routine terminare la propria pratica fisica con una ventina di minuti di Pranayama in posizione seduta.

Purtroppo però’ noto sempre piu’ che nello yoga contemporaneo il Pranayama è spesso inesistente all’interno delle classi, si parla troppo e si pratica troppo solo asana…asana asana e ancora asana…si parla tanto di vinyasa, vinyasa flow stili dinamici morbidi in cui si fonde respiro e movimento, ma in realtà quello che posso constatare è che tanti praticanti non sanno respirare.

Tutti vogliono provare a fare pincha mayurasana ma pochi sanno respirare con ”cintura addominale controllata” durante la pratica.

Lo so sedersi chiudere gli occhi e mettersi a provare e studiare i Pranayama non è divertente e appagante come fluttuare in  un jump back o flettersi come giunchi in kapotasana, ma il cammino dello yogi deve sempre avere un po’ di “Tapas” un po’ di sforzo utile a tenerci nella giusta strada. Se proprio non ci piace il Pranayama usiamolo come il nostro tapas e potremo scoprirne delle belle!!!

Esistono dei contesti “ideali” nei quali i benefici della pratica vengono amplificati?

Assolutamente si. Il prana non è ossigeno anche se può da esso essere veicolato. Ha un concetto più legato alla ionizzazione con carica positiva o negativa. Ad esempio a milano dopo due mesi che non piove fai un po’ fatica a trovare “prana” decente!

Cosa decisamente diversa se fai un salto da noi in Sardegna durante una mareggiata sulla costa ovest. Gli ambienti naturali incontaminati sono molto più carichi di prana rispetto alle aree metropolitane. Stessa cosa vale per il prana che prendiamo dai cibi, quelli di origine biologica ne hanno di più degli altri.

Gli ambienti vivi, assolati, con movimenti di grandi masse d’acqua ,con presenza di tanti alberi e piante sono sicuramente i posti migliori per ricaricarsi di energia vitale…sono i posti migliori dove posso praticare il Pranayama … sono spesso posti dove non c’è wi-fi e il telefono non prende…ma la “connessione” quella vera…quella con la nostra madre natura e’nettamente più forte.

Team Building e Formazione Esperienziale : l’Outdoor Education come nuova frontiera

team building canyon park

Engagement è la parola chiave. Il “coinvolgimento” della più preziosa delle risorse aziendali, ovvero quella umana, è ritenuto da molti studi come una chiave di volta per il raggiungimento degli obiettivi e per una motivazione che mantenga l’ambiente di lavoro positivo e focalizzato.

Il 90% dei manager ritiene (1) che una Engagement Strategy abbia un impatto sulla business strategy ma solo il 12% ammette di avere una politica effettiva di coinvolgimento dei collaboratori. Uno studio (2) rivela che collaboratori coinvolti abbiano l’87% meno chance di lasciare l’azienda rispetto a impiegati non coinvolti. Mentre il 75% dei dipendenti non lascia il proprio lavoro ma il superiore (3) , fenomeno ormai noto a ogni livello.

L’ Education Outdoor come “palestra” esperienziale in gruppo

Team Building a Canyon Park
Escursioni SUP nel Canyon

La combinazione di due elementi: attività esperienziali in gruppo da una parte e della Natura incontaminata dall’altra si sta rivelando come uno dei mezzi più efficaci per la creazione di legami in squadra e il raggiungimento di benefici personali di natura psico-fisica.

E’ comprovato da diversi studi che lo svolgimento di attività nella natura aumentano l’attività cerebrale, generano immediati effetti anti-depressivi e incrementano l’autostima (4) .

Dall’altro lato effettuare attività in gruppo a forte impatto emotivo incrementa lo spirito di squadra, sposta i limiti individuali e soprattutto, fatto non trascurabile, genera benessere e divertimento.

Bagno sonori con Campane Tibetane

Due anime e una protagonista in comune: la Natura

Attività outdoor in altezza e sessioni Mindfulness, teleferiche dentro un canyon e sessioni yoga nel bosco, escursioni dentro i canyon in SUP o bagni sonori su piattaforme galleggianti. Questa è la risposta fuori dallo standard che ex professionisti provenienti dal mondo corporate hanno voluto ricreare per dare vita alle proprie passioni con un taglio assolutamente innovativo.

Il Mondo Interiore come risorsa di Wellbeing

Il Bagno nella Foresta di Canyon Park, che i Giapponesi chiamano “shinrinyoku”  è uno degli elementi centrali, con sessioni MBSR su piattaforma sopraelevata o in aree dedicate presso la Yoga Forest. E’ presente una spiaggia su un tratto di fiume spettacolare dove è possibile svolgere sessioni di SUP Yoga o Bagni Sonori. Il tutto con la melodia di sottofondo della natura.

Lo Yoga al 2020 vale solo negli USA 11 miliardi di USD e sempre più aziende in Italia (5) stanno introducendo queste attività come forma di sviluppo di wellbeing in un’ottica di miglioramento dell’ambiente di lavoro e individuale. Un bel passo in avanti come forma di engagement.

Il Mondo Avventura, un fenomeno senza fine

Le attività outdoor stanno registrando una crescita e una diffusione che non vede rallentamenti . In soli tre anni Canyon Park è divenuta la prima attività all’aria aperta della Toscana su TripAdvisor ed è stata studiata come caso di successo in diversi contesti manageriali e universitari.

Un percorso aereo dentro un canyon da svolgere in gruppo con i nostri istruttori (per i team building in maniera non convenzionale e a squadre) , escursioni su tavole SUP o con off-road per poi entrare in ambienti assolutamente inediti e spettacolari a piedi. Ma sempre con un taglio esperienziale.

Progetti e Attività su Misura

Possono inoltre essere realizzate attività specifiche on demand. Mettiamo infatti a disposizione le nostre strutture e competenze a formatori e aziende di team building in modo da implementare i propri progetti specifici. In passato sono state realizzate Carton Box Race con progetti di costruzione, realizzazione di ponti tibetani, orienteering nel bosco, insomma tutto quello che la fantasia più fervida possa mai immaginare.

Maggiori informazioni e dettagli: Web Team Building a Canyon Park 

https://www.canyonpark.it/team-building-e-formazione/

Brochure PDF 2019 : Download

Ref.: (1) Dale Carnegie Training White Paper (2) Corporate Leadership Council (3) Roger Herman – Social Knows: Employee Engagement Statistics  (4) Exeter Medical School et al., Australian Journal of Environmental Education , https://www.researchgate.net/journal/0814-0626_Australian_Journal_of_Environmental_Education (5) Il Sole 24 Ore 18/10/2018

  

 

Addio al Celibato a Canyon Park. Un’avventura prima della vera avventura. In Toscana ovviamente.

Di solito le pattuglie di buontemponi si presentano -quando va bene- con bambole gonfiabili o con il malcapitato vestito nei modi più improbabili. Allora capiamo che sarà una lunga giornata …

Un momento di relax di uno dei compagni dello sposo nel parco avventura

Lo sposo arriva normalmente scortato come un Boss Mafioso dagli amici -carabinieri, spesso bendato. Magari il disgraziato spera qualcosa di più oseè ma alla fine ricorderà questa giornata per sempre. Perché condividere un’avventura tra compagni resta un’esperienza memorabile che nessun album fotografico potrà cristallizzare.

Tante attività avventura per un addio al celibato memorabile con sito web dedicato

Canyon Zip Line

una teleferica aCanyon Park

Un Parco Avventura unico nel suo genere, un percorso lungo in gruppo con accompagnamento di un istruttore. 1 ora e 30 (2 ore anche) tra teleferiche lunghe anche più di 100 metri, slack lines e ponti tibetani sopra un tratto di fiume spettacolare. Vengono forniti guanti e tutti i dispositivi di sicurezza.

Viene effettuato un briefing e poi si parte! tra risate e prese di giro come solo tra “sani maschi” è possibile fare.

Canyon Adventure

Canyon Adventure

Un’escursione avventura dentro un canyon inaccessibile. Si parte in Land Rover per poi entrare dentro un ambiente spettacolare. Calate in corda, passaggi in via ferrata e teleferiche su corda. 2 ore e 30 con un mix di attività quali trekking, parco avventura, off road e calate.

Canyon Sup

SUP

Fino a 12 tavole SUP per avventurarsi insieme dentro il canyon , tuffarsi dalle rocce o fare il bagno in tratti isolati del fiume. Esistono tuffi in altezza anche da 15 metri.

Nel 2017 Alex De Rose del RedBull Cliff Diving Team ha scelto Canyon Park per una serie di tuffi in altezza!*

Un Addio al Celibato che non dimenticheremo

Un Addio al Celibato che non dimenticheremo – il bello della toscanità

Un giorno un gruppo atteso per la mattina ci chiama che erano in evidente ritardo. Erano infatti stati arrestati. “Gli amici” avevano avuto la buona idea di simulare il rapimento dello sposo (cosa non fanno gli amici per salvare uno di loro).

Nel parapiglia scappa il cane dello sposo e tutti gli amici lo inseguono creando una bagarre dalla quale partono telefonate dei passanti ai carabinieri denunciando un rapimento in corso. Gazzelle, arresti, spiegazioni, risate.

Ma la cosa che ci farebbe assegnare- caso mai esistesse- un Premio Nobel della Toscanità è che questi personaggi ci chiamano dalla stazione dei carabinieri per dire di aspettarli, cosa che abbiamo fatto con un’escursione personalizzata al tramonto solo per loro. Il giorno dopo la notizia rimbalzava su tutti i giornali.

Gli abbiamo assegnato il titolo Clienti dell’Anno!

Addio al Celibato a Canyon Park

Per Prenotare (nessun pagamento è dovuto) clicca qui!

/www.canyonpark.it

NB *questa attività è rivolta a professionisti e atleti per l’elevato grado di rischio. Si sconsiglia vivamente tuffi oltre i 12 metri. Canyon Park scoraggia tali attività.

Addio al Nubilato? Ecco alcune idee avventura e yoga in Toscana

Dipendesse da noi ospiteremmo solo addii al nubilato. Gruppi sempre puntuali, tutto perfettamente organizzato, dalle divise al programma -pensato con la minuziosità di un ragioniere giapponese- e sempre con un mare di sorrisi.

Un addio al nubilato a Canyon Park è sempre una festa insomma. Con la differenza non trascurabile – rispetto ai “colleghi” del celibato- che non abbiamo nemmeno il problema di negare l’accesso a qualche visitatore vistosamente barcollante … Addii al Nubilato tutta la vita quindi!

Molte sono le attività che possono far parte di un Addio al Nubilato fuori dal comune. Vediamone alcune!

Sessioni Yoga e SUP Yoga presso la Yoga Forest – il mondo INmind

Yoga a Canyon PArk
Sessioni Yoga nella Forest

La Yoga Forest di Canyon Park è un angolo di bosco lontano da tutto presso il quale si svolgono sessioni di Yoga su piattaforma sopraelevata o in acqua su tavole Sup e una piattaforma galleggiante. E’ presente anche una spiaggia presso la quale passare il resto della giornata.

L’accesso alla Foresta di Canyon Park è attraverso un sentiero con passerelle di legno, ruscelli e la melodia di sottofondo che solo un bosco può regalare. Nel bosco sono disponibili servizi igienici ecologici in linea con l’approccio a “Impatto Zero” che il parco si propone di promuovere

SUP Yoga Forest
Bagni sonori con Campane Tibetane

E’ possibile realizzare programmi speciali come attività MBSR o bagni sonori con campane tibetane. Basta chiedere!

Le attività per un addio al nubilato a Canyon Park sono descritte su un sito web dedicato !

OUTdoor – tra divertimento e adrenalina

Addio al Nubilato a Canyon Park
Canyon Zip Line

Il famoso percorso aereo di Canyon Park, un parco avventura unico nel suo genere, oppure tutte insieme a prendersi in giro o dentro il Canyon dello Scesta isolate dal resto del mondo. Ma anche l’escursione dentro il canyon con tavole SUP, una prospettiva completamente diversa su un’acqua blu cobalto.

Sup a Canyon Park

Sfidare i propri limiti divertendosi: questo è l’obiettivo!

Una delle caratteristiche di queste attività è infatti la condivisione. lo stare insieme per l’intera durata delle esperienza, che sia in acqua o in velocità su una zip line.

Canyon Adventure
Avventura nel Canyon dello Scesta

Se il gruppo è composto da almeno dieci partecipanti la sposa è nostra ospite. E’ possibile prenotare gratuitamente scegliendo il giorno, le attività e gli orari , si ricevono immediatamente tutte le informazioni e i biglietti elettronici.

Info: Idee Addio al Nubilato

mail info@canyonpark.it yoga@canyonpark.it

Gli Sherpa, l’Himalaya e la partita del secolo

Un volo interno, un giorno intero di “autobus” e altri quattro di trekking in quota solo per arrivare al punto di imbarco. Poi altri 120 km in rafting per scendere il Tamur , uno dei grandi fiumi himalayani.

Ma niente avrebbe fatto pensare che uno dei momenti più epici potesse essere una partita di calcio.

La Spedizione

In una spedizione il gruppo è tutto.

E siamo stati fortunati di aver trovato un gruppo di appassionati di sport outdoor Spagnoli, Catalani e Italiani che in pochi giorni si muoveva come un sol uomo. La spedizione era organizzata da una compagnia rafting valdostana specializzata in Nepal e viaggi avventura. Diverse guide rafting,  kayaker e piloti di parapendio, fratelli e sorelle separati alla nascita e dai passaporti insomma.

Il programma prevedeva la discesa di uno dei fiumi più inesplorati e selvaggi del mondo: il Tamur nell’East Nepal. Un angolo di mondo incastonato tra Tibet, India e Nepal con al centro uno degli ottomila più maestosi, il Kanchenjunga con i suoi 8586 metri il terzo degli undici giganti.

Kanchenjunga sullo sfondo

Il programma di avvicinamento, prima della vera e propria avventura, prevedeva quattro giorni di trekking in cresta toccando nel punto più altro i 3.000 metri e diversi villaggi.

Sullo sfondo costantemente la grande montagna, ma con sfuggenti viste sul Makalu e l’Everest. Il percorso era punteggiato da piccoli villaggi nei quali non mancavano mai tre cose: bambini, yak e un campo di calcio, probabilmente l’unico lusso che si possono permettere in un paese così dignitosamente povero.

Il vero spettacolo iniziava però quando si spegnevano i riflettori, apparendo lentamente cieli stellati con i quali abbiamo ormai perso ogni relazione, intensi e vivi come mai. Lo spettacolo teneva in serbo il fuoco d’artificio finale:

Cielo stellato sull'Himalaya
Photo by Suamkal

un’alba che colpisce come una lenta onda colorata di rosso le pareti innevate delle catene prepotentemente schierate a nord.

Finita la giornata di cammino montavamo il campo e preparavamo la cena. Eccetto il terzo giorno …

La Partita del Secolo

Il terzo giorno dopo aver montato il campo andiamo in perlustrazione della zona, a circa 2.000 metri di altezza, come facevamo di consuetudine. Sempre in cerca di una visuale inedita, un’immagine con la quale chiudere degnamente una giornata già ricca di viste spettacolari.

Troviamo un campo di calcio nel quale un gruppetto di locali, tutti giovanissimi, stava palleggiando senza troppa convinzione. Uno Spagnolo del gruppo si inserisce e inizia a palleggiare con loro. Nemmeno due tocchi e in campo si trovano  i due gruppi schierati come per la finale di Coppa del Mondo. Loro tutti bassini, alcuni scalzi, altri in ciabatte e vestiti chi in pigiama chi in pantaloncini. Molte maglie sdrucite e vecchie ma rigorosamente di squadre blasonate europee. Sorrisi che ti rapivano.

Chi scrive, dopo un’infanzia passata e essere escluso da qualsiasi conta per formare una squadra per manifesta incapacità congenita, propende per fare l’arbitro. “I giorni successivi era bene avere i compagni pronti a salvarti senza remore se necessario” suggerisce l’istinto di sopravvivenza.

Il capitano nepalese si presenta con il modo tipico di chi appartiene a questa etnia “ABC Sherpa “ (Abc perchè non ricordiamo il nome). “Si parte bene” pensiamo: una partita a 2.000 di altitudine con ragazzini di etnia sherpa.

Inizia la partita. Una decina di gazzelle contro una decina di ippopotami, questa era la fotografia delle forme viventi in campo. Decine di deiezioni di yak spase sul campo si nascondevano come mine vietkong pronte a farti saltare in aria. Con le gazzelle che ne custodivano gelosamente la mappa.

Gli ippopotami giocavano però con tecnica e malizia, segnando la prima rete. Urla e abbracci in varie lingue latine. A un certo punto da bordo campo entra una ragazzina a corsa -scalza- e ruba la palla, senza alcun terzo uomo che ne certificasse l’ingresso. Gol. I nepalesi impazziscono, sembrava avessero vinto chissà quale premio.

Partita di Calcio in Himalaya

La partita termina con un equo pareggio gazzelle-ippopotami tra chiacchiere in una lingua improbabile usando molto l’ausilio di qualsiasi arto disponibile. Una gioia condivisa, nonostante il fiatone e fossimo tutti piegati a libro (noi non loro).

Ci rendiamo anche conto che non avevamo spento il GPS durante la partita e questo ne è il faticoso risultato.

Con il posarsi del sole le temperature scendevano vertiginosamente e in pochi minuti tornammo chi nelle tende e chi al proprio villaggio. Ma comunque tutti uniti dalla sensazione di aver vissuto un’esperienza m.e.m.o.r.a.b.i.l.e.

La discesa

Un fiume come quello di casa a Canyon Park, il torrente Lima, ha una portata media di 8-10 metri cubi al secondo. Il Tamur nel periodo secco, quello scelto per la spedizione, esibisce come un pavone i suoi 200/250 metri cubi. Ma il bello è che la cosa la scopri solo al momento di arrivo al punto di imbarco. (Nella stagione delle piogge, quando i monsoni ricoprono per mesi le montagne e le zone di acqua, si arriva a una media di 1.200/1.500).

Rafting sul Tamur
Una delle innumerevoli rapide del Tamur

La tensione era palpabile, anche per gente che in fiume ci va da una vita. Perché per noi semplicemente il fiume è tutta un’altra cosa.

Alla seconda rapida del primo giorno due dei sei componenti dell’equipaggio finiscono in acqua. L’esperienza alla fine ha giocato la sua parte ma abbiamo subito capito che sarebbero stati sei giorni parecchio indaffarati.

Campo per la notte
Campo per il pernottamento sul fiume

Gli ultimi due giorni il fiume regalava delle tregue nelle quali poter contemplare il paesaggio, i pochi abitanti delle zone circostanti con le loro attività sempre volte a procurarsi qualcosa da mangiare e soprattutto le spiagge ancora senza impronte sulle quali montare il campo per passare notti stellate.  La sensazione di essere i primi visitatori ha sempre il suo fascino …

I primi due giorni sono stati particolarmente impegnativi e per fortuna c’è stato solo un “flip” (ribaltamento) di un raft con nessuna conseguenza. Il fiume alternava rapide lunghe e impetuose a tratti nei quali avevi tempo sostanzialmente per pensare a quelle successive, tenendoti perfidamente sempre sulle spine .

Alla fine però tutti i fiumi giungono in pianura, perdendo la propria energia e esuberanza iniziale, unendosi l’uno con l’altro, quieti e lenti in attesa di andare a morire da qualche parte. Difficile non trovare suggestive analogie.

Siamo arrivati quindi nelle sterminata pianura del Terai, al confine con l’India, un mondo lontano anni luce dal campo di calcio degli sherpa, altre storie, altra umanità. Quando eravamo in fiume a un certo punto agognavamo il ritorno alla normalità, alla tranquillità di sapere che non ci sono altre rapide in agguato o alla riconquista di una minima forma di comfort. Ma dal momento che scendi per l’ultima volta dal raft ti assale anche un’immensa onda di malinconia. 

Questa è la droga che spinge un viaggiatore a sognare il prossimo viaggio, a riempire quel senso di vuoto che fa capolino nel nostro quotidiano: rivivere quel preciso istante infinitesimale nel quale gioia e malinconia trovano un equilibrio che non sarai in grado di provare in nessun altro momento.

“Non dirmi quanti anni hai, o quanto sei educato e colto, dimmi dove hai viaggiato e che cosa sai.”
(Maometto)

Il percorso della spedizione Rafing Tamur 2017

tamur expedition 2017
in ROSSO trekking in BLU rafting

Compagnia Rafting Organizzatrice: Totem Adventure www.totemadventure.com/ 

Trip Leader: David Alemanni

Equipaggio Toscano: Rockonda Rafting e Canyon Park

Per fare Rafting in Val di Lima, vicino a Canyon Park visita www.valdilima.org/it/rafting/ 

Rafting Tamur
Equipaggio Toscano della Spedizione

Yoga Forest, il bosco che è tornato a vivere

Molte favole hanno come palcoscenico un bosco. Ovviamente non sappiamo se sia a lieto fine, ma di una cosa siamo certi. Abbiamo trovato un palcoscenico nel quale vivere una favola.

Come è nata l’idea

Oltre la spiaggia del parco c’era un vecchio sentiero che un tempo conduceva a un’antica abitazione, alcuni metati e a una polveriera della prima guerra mondiale. Scomparsi gli ultimi abitanti della zona la foresta ha deciso di isolarsi dal mondo facendo cadere alberi sulle passerelle di legno, cancellando il sentiero con la scopa del tempo e, soprattutto, la memoria di sé.

Una bella signora, rimasta vedova, che decide di immergersi nell’oblio.

Più volte ci siamo inoltrati in questo bosco in passato, osservando con il naso all’insù quegli immensi platani, gattici e tigli. Molti tronchi ostruivano ostinatamente il passaggio, come se la bella signora non volesse farsi vedere senza trucco.

Ce ne siamo innamorati e abbiamo deciso di riportarla alla sua naturale bellezza.

Non è stato facile, riportare il vecchio sentiero alla luce è stata un’impresa. Sembrava di ripulire un campo di battaglia dopo un epico scontro corpo a corpo. Più volte ci siamo chiesti se l’impresa andava ben oltre le nostre possibilità.

Ma pezzo dopo pezzo, ripristinati i ruscelli, ricostruite le passerelle di legno e ripulito i fusti dai rampicanti si iniziava a intravedere un bellezza che andava oltre ogni nostra aspettativa.

Non puoi che restare in silenzio e ascoltare. I suoni e i rumori diventano parte di te, una sinfonia con un’orchestra ricca di musicisti e un solo spettatore.

Le attività nella Foresta

Il luogo ideale per cercare connessioni, sperimentare viaggi e praticare discipline che ne amplifichino gli effetti. L’abbiamo chiamata la Foresta di Canyon Park.

Tibetan Singing bowls

Presso la spiaggia, in un’ansa del fiume verde smeraldo, si svolgono le sessioni in acqua di Sup Yoga , con l’insegnante al centro di una struttura galleggiante. Le trote ogni tanto manifestano la propria presenza saltando a pochi metri, probabilmente ispirate dalle campane tibetane. 

Contornata da cataste di legna è stata costruita una piattaforma di legno sopraelevata per le sessioni Yoga nel bosco. Una palestra naturale immersa nei colori, nei suoni e nei profumi. Niente elettricità, niente campo per i cellulari, Compost WC come servizi igienici.

Yoga a Canyon PArk

Altre zone sono state adibite ad attività didattiche ed esperienziali sempre legate a discipline di natura olistica, workshop e progetti speciali per i più piccoli.

E’ incredibile come immergersi in un bosco possa creare, istantaneamente e spontaneamente, legami con e tra chi ci visita. Si abbassano tutte le difese, non ce n’è bisogno, e torna in superficie il lato infantile e primordiale che sente di essere tornato a casa.

Abbiamo la sensazione che la vecchia signora sia tornata gioiosamente a vivere, ci pare di vederla indossare gli abiti migliori, come se ogni giorno fosse domenica e soprattutto ne possiamo sentire il profumo tutte le volte che soffia, ammiccante, un sospiro di sollievo.

Yoga Forest

Se non sono OUT non li vogliamo

Se si cumula il Quoziente Intellettivo di tutta la squadra non arriviamo a 102. Non è sfiga, ma una scelta oculata, ponderata e soprattutto visionaria. Se non sei OUT non ti prendiamo con noi insomma. Questa è una guida semi-seria sullo staff di Canyon Park, sezione OUTdoor dove sveliamo le luci (poche) e ombre (assai tante) di ognuno di noi.

Poi non dite che non vi avevamo avvisato!

Homer – Responsabile Assoluto della Baracca

homer

Un Parco Avventura con un Bulldog è come un Pub che distribuisce birra analcolica … ma ci piace distinguerci.
Grande appassionato di comodi divani e dei canali SKY, Homer si è trovato a vivere una vita che non gli appartiene.
Libero tra i boschi e i prati si interroga sul senso della vita e sul perché non vi siano soffici divani sparpagliati qua e là.
Una volta è stato visto correre per ben 3 metri, sembra per raggiungere un panino caduto a un visitatore. Si è stancato prima di raggiungerlo.
E’ la star di Canyon Park, il più coccolato e quindi invidiato dalle Guide che non ricevono le stesse attenzioni.
Ha talmente tante grinze che la sua pelle è stata stimata in 26 mq ma questo non mina la sua posizione di leader carismatico del gruppo.

Marco – Responsabile Canyon Zip Line

marco
Marchino

Rocciatore e snow-boarder di pregio, non riesce a staccarsi da quella G sdrucciola da Garfagnino doG creando non poGhe diffiGoltà di interazione. Si destreggia deGisamente meglio tra le piattaforme che i GonGiuntivi, ma i visitatori quando sono appesi sopra le rapide non ci fanno molto caso.

Marco Delcatr è Istruttore e Soccorritore di Percorso Acrobatico con brevetto rilasciato dal Collegio Nazionale Guide Alpine

Roberto – Responsabile Canyon Adventure

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Roberto

La leggenda narra che Roberto sia nato in parete appeso a una corda invece di un cordone. Il meno giovane del gruppo, manifesta l’entusiasmo di un bambino di 8 anni quando viene portato al circo. Esperto alpinista e rocciatore, in inverno si sperde nei boschi per vedere quanto possa sopravvivere. Sempre ritornato vivo, con i visitatori pare sia più magnanimo.

Roberto Salotti è Istruttore e Soccorritore di Percorso Acrobatico con brevetto rilasciato dal Collegio Nazionale Guide Alpine

Michele – Istruttore

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Michele

L’entusiasmo fatto persona. Nonostante tutto.
Michele è l’interprete di Russo del parco, appassionato di Soft Air studia lingue e letterature straniere. Proprio il giorno di libertà è venuto al parco un gruppo di modelle Russe. The Boss ha guardato bene di inviare una registrazione WhatsApp delle voci in coro delle modelle che dicevano in Russo “Michele!! dove seiiiiii???. Quando si dice la sfiga. Adesso le ferie le passa a Canyon Park.

Michele Poli è Istruttore e Soccorritore di Percorso Acrobatico con brevetto rilasciato dal Collegio Nazionale Guide Alpine

Alessio – Istruttore

alessio
Flash

Chiamato “Flash” dai colleghi per la sua velocità da record sul percorso, è costato finora 20.000€ tra guanti e moschettoni consumati. Appassionato di motori, nonostante la sua giovane età, presta attenzione solo a ciò che abbia almeno un pistone. Cura egli stesso la manutenzione della propria moto, comprata con il duro lavoro a Canyon Park, e proprio per questo è sempre a piedi.
Adesso lavora per ripagare i 20.000€.

Alessio Benedetti è Istruttore e Soccorritore di Percorso Acrobatico con brevetto rilasciato dal Collegio Nazionale Guide Alpine

Jacopo – Istruttore

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Jacopo

Trail runner e Guida Rafting Jacopo è cascato da piccino in un pentolone di energizzante Multicentrum costringendolo a vivere una vita sempre di corsa tipo bersagliere. È un po’ come quei bambini quando tu sei sfatto a fine giornata e lui, guardandoti con gli occhi sbarrati e strattonandoti la maglietta ti dice: “e ora che si fa eh , eh, che si fa eh?

Jacopo Bargagna è Istruttore e Soccorritore di Percorso Acrobatico con brevetto rilasciato dal Collegio Nazionale Guide Alpine

Andrea- Istruttore

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Baro

Ha in mente una cosa sola: scalare, tutto il resto è un contorno.
Pare che per contare Andrea sia in grado di dire solo “6a, 7b, 8c, 9a” non conosce altri numeri che non siano riferiti all’arrampicata sportiva. Caratterizzato da un forte accento pisano non gliene facciamo una colpa, ogni parola un dè,, per dare enfasi e colore.
Pare che una volta, ma proprio una, sia arrivato anche puntuale al parco. Gli avevamo detto infatti di arrivare alle 9a, il suo obiettivo dè!

Andrea Baroncini è Istruttore e Soccorritore di Percorso Acrobatico con brevetto rilasciato dal Collegio Nazionale Guide Alpine

Camillo – Istruttore

camillo
Camillo

Appena laureato in Chimica Industriale Camillo, detto Makillo, è l’unico con un po’ di cervello nel gruppo. Gli abbiamo chiesto di portarci le sostanze chimiche che evidentemente sniffa al lavoro per livellare la squadra ma vuole tenere il primato tutto per sé. Istruttore di Parco non disdegna di portare le attrezzature da laboratorio sul percorso.
Makillo passa ogni momento libero e ferie a Canyon Park. Mah….

Camillo Sorgi è Istruttore e Soccorritore di Percorso Acrobatico con brevetto rilasciato dal Collegio Nazionale Guide Alpine

Alessandro “Piccia” – Istruttore

img_7000 (copia in conflitto di paolo roverani 2018-11-12)
Piccia

Sci alpinista e sciatore affermato, da qualche anno ha virato sulla Pole Dance, trovando delle evidenti affinità atletiche. Poliedrico e con il sorriso sempre stampato in faccia, ci chiediamo tutte le volte il perché, approfitta del suo ruolo per effettuare degli spettacoli con la testa all’ingiù dentro il Canyon perdendo puntualmente il walkie talkie. Una trota ci ha chiamato alla radio dicendo che non ne possono più di questo spettacolo osceno.
Ha allo studio un’impresa memorabile. Almeno per noi sicuro …

Alessandro Piccinini è Istruttore e Soccorritore di Percorso Acrobatico con brevetto rilasciato dal Collegio Nazionale Guide Alpine

Francesco – Istruttore

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Azziz

Chiamato affettuosamente Azziz dai colleghi per il colore olivastro della pelle, Francesco è un Pisano Doc. Nonostante questo è parte attiva del gruppo senza discriminazioni, l’unica attenzione è non fargli trovare una sedia sulla quale si spaparanza anche nei momenti di massima affluenza con una naturalezza assolutamente disarmante. Se alla base non vedrete mai una sedia sulla quale riposarvi…sapete il perché.

Francesco Ghela è Istruttore e Soccorritore di Percorso Acrobatico con brevetto rilasciato dal Collegio Nazionale Guide Alpine

Beatrice – IstruttorA

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Bea

Beatrice , è sempre a studiare quindi ci è risultato difficile farle la foto. Perché a Canyon Park sembriamo dei cerebrolesi, quindi tendiamo a far lavorare studenti universitari che alzino la media … Beatrice è Garfagnina. Ma di quelle vere anche se non sembra sbagliare (troppo) i congiuntivi. Appassionata di montagna si è unita per la 

Stagione 2018 alla squadra di Canyon Park , ancora ci chiediamo perché, con l’aggravante che conosceva già alcuni personaggi di dubbia fama . Beatrice studia Economia Aziendale all’Università di Pisa ma si destreggia spesso e volentieri tra i ponti e i cavi del percorso (perché i Garfagnini un possono stà fermi) . Quando prepara un esame sparisce per poi riapparire all’improvviso come se nulla fosse, con i moschettoni in mano. Beatrice è Istruttore e Soccorritore di Percorso Acrobatico con brevetto rilasciato dal Collegio Nazionale Guide Alpine (ma con approfondite cognizioni aziendali de)

Beatrice Suffredini è IstruttorA e SoccorritorA di Percorso Acrobatico con brevetto rilasciato dal Collegio Nazionale Guide Alpine

Sofia – Istruttrice (o IstruttorA non si sa)

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Sofia

Occhiale tondo da studentessa e occhi blu allo xenon, Sofia ha portato, insieme agli altri giovani, quella ventata di energia che crea un’atmosfera. Un maschiaccio dai lineamenti dolci, è sempre in prima linea per scendere in pista. Se vedete qualcuno alle passerelle di legno un sabato con i libri sulle ginocchia, ecco … è lei.

Sofia Bartoli è Istruttore e Soccorritore di Percorso Acrobatico con brevetto rilasciato dal Collegio Nazionale Guide Alpine

Max – Istruttore

max


L’Inglese del gruppo, tuttora non si è ripreso dal trauma della Brexit ed è scappato in Cina a fine Agosto a insegnare Inglese. Le foto che manda in mezzo allo smog con la faccia contrita evidenziano la gioia della sua scelta. Tutte le volte che torna, sempre con qualche tatuaggio in più, gli mettiamo a disposizione una marmitta catalitica nella quale respirare del sano CO2 a memoria dei bei tempi passati.

Max Vincent è Istruttore e Soccorritore di Percorso Acrobatico con brevetto rilasciato dal Collegio Nazionale Guide Alpine

Tommy – Responsabile Canyon Sup

tommy
Tommy

Tommaso è un atleta rimasto folgorato da tutto ciò che è a forma di tavola.
Surf, Sup, Skate-Board , Snow-Board e va a giro con mezzi di trasporto sempre su una tavola.

Se lo invitate a cena è probabile che monti in piedi sulla tavola a braccia aperte come se cavalcasse un’onda di Nazarè. Quindi magari evitate.
Invece sulla spiaggia di Canyon Park è una sicurezza.
Tommaso è l’anima di Toscanasup , escursioni in Toscana … ovviamente su una tavola!

Tommaso Pucci è Istruttore Surf e ha il brevetto di bagnino.

Arianna – Istruttore Sup

Arianna è un sorriso che scorre su una tavola. Energia allo stato puro, quando la vedi la mattina già sai che la giornata parte bene.

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Arianna

Una vita da surfista, van Volkswagen con sempre una tavola rigida da surf sopra il tetto e una gonfiabile dentro, Arianna è sempre in movimento verso le onde.
Insomma ogni giorno della settimana è un Mercoledì da leoni!!

Arianna Soldani è Istruttore Surf con Brevetto da Bagnino.

Paola – Back-office e prenotazioni telefoniche

paola

Nessuna organizzazione può definirsi tale se non ha almeno una Scozzese in squadra.
Una volta Paola è stata vista cercare una motosega dentro la base quando un visitatore ha osato chiedere uno sconto. Canyon Park non sopravviverebbe un giorno se Paola si raffreddasse.

Pare che riesca a parlare simultaneamente con 4 persone al telefono mentre pota le siepi in giardino e cucina una prelibatezza scozzese (mah …). Esteta estrema riesce a rendere bella qualsiasi cosa le capiti tra le mani , con l’eccezione dei colleghi lì è impossibile. — con Paola Natalia Mori

Mel – Reception


Melanie è Inglese in tutto quello che fa( e quindi lo fa bene). Guida una Range Rover grande come lo Stato del Texas e la polizia la ferma sempre perchè pensano non ci sia nessuno alla guida.
L’efficienza fatta persona è appassionata di ippica, ha più cavalli che capelli. Quando si incazza dà gli ordini in Inglese e tutti fanno finta di capire (non sappiamo come … ma funziona!!!!).
 — con Melanie Vincent

Claudia Dinucci – Responsabile Canyon ParkING

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il Generale Dinucci


L’Autorità fatta persona , tanto da essere chiamata

 “il Generale Dinucci” Claudia è l’incubo dei visitatori in automobile. Riesce a intimorirli dentro l’abitacolo, li vedi tutti acquattati, e pare che sia in grado di parcheggiare le auto con il solo sguardo.

Insieme a Paola hanno creato lo slogan “No Booking No Parking” che ormai è più che altro una minaccia urlata con uno sbattere di tacchi che mette i brividi. — con Claudia Dinucci

Eva – Assistente

eva
Eva


Figlia d’arte (sup padre ha 3 Parchi Avventura) pare sia stata partorita su una piattaforma a 30 metri di altezza e ne sia uscita con i propri moschettoni.
In pratica è cresciuta (parecchio) con un’imbracatura addosso.
Insieme ad Azziz ha creato la compagnia dei Tori Seduti in quanto raramente sono visti in piedi a lavorare. Ma lo fanno bene comunque.
Sta scrivendo una biografia sul padre dal titolo “L’uomo che sussurrava alle carrucole”.
 — con Eva Ricci

Pietro- Assistente

pietro
Pietro

Uno degli ultimi arrivi di Canyon Park sembra uscito dagli studi Disney.

Il primo giorno di lavoro Pietro ha pensato bene di farsi i capelli a Mohicano pensando difare il figo. Ha passato le prime due settimane con un berretto (obbligato a comprarselo )in capo prendendo pattoni sul collo dal Boss. Adesso la Disney ce lo chiede davvero ma noi non glielo diamo.

Ci piace troppo dargli i pattoni. — con Pietro Rabatti

Andrei Catalin- Autista Land Rover  –Il Jason Statham di Canyon Park.

andrei

Non conosce le arti marziali come lui, non ha i suoi addominali e vitino da damerino e soprattutto nonn guida un’Audi a manetta in centri abitati ma Andrei è senza alcun dubbio il nostro Jason Statham. (Ha molti più capelli anche).
Andrei adora tutto ciò che ha un pistone e cura il Defender come una propria creatura.
Solo per montarci sopra è stato visto chiedere la carta d’identità ai clienti come al cancello di un volo intercontinentale.
 — con Andrei Catalin

Outdoorpix Photography – Team di Fotografi


Hanno sempre quegli aggeggi in mano e quando se ne trovano sprovveduti li vedi vagare nel canyon in crisi d’identità, come degli zombie di Walking Dead.

Hanno trovato un laboratorio naturale a Canyon Park con un team di giovani dal quoziente intellettivo pari alla temperatura del fiume. Questo li ha eccitati e hanno iniziato a produrre video e foto che sono diventati per tutti noi oggetti di culto.
Quest’inverno ci ritroveremo davanti a un focolare e qualche damigiana di vino a rivedere tutto il materiale delirante prodotto rigorosamente in orario di lavoro. — con Valerio StoppaLaura SirottiLuca Biancareddu e Alberto Fraccon

outdoorpix

Visitatore avvisato, mezzo salvato!